Le 6 squadre più promettenti della NBA

Parliamo oggi, dopo le squadre delusione e i giocatori delusione, delle squadre che tra un massimo di 5 anni potranno dire la loro ai playoff e, forse, ambire al titolo Nba, valutando la qualità dei giocatori a disposizione, delle scelte al draft  e anche della gestione societaria.

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Minnesota Timberwolves: il miglior risultato che la franchigia del Minnesota è riuscita ad ottenere nella sua storia è stato quello di raggiungere i playoff nella stagione 2003-2004 (con Garnett Mvp della regular season), per il resto una delusione dopo l’altra. Tuttavia oggi i Twolves sono in assoluto la squadra con il futuro più roseo e con i giovani più promettenti in squadra. Inoltre la scelta di ingaggiare Thibodeau come allenatore e presidente è stata la migliore che la società potesse fare. L’ex allenatore dei Bulls ha la personalità giusta per valorizzare i giovani in rosa e per migliorare la difesa della squadra,vero tallone d’achille quest’anno per i Twolves. Inoltre la possibilità di allenare Towns e Wiggins, la crescita di Dieng, i miglioramenti fisici e tecnici di Rubio e la possibilità di gestire in prima persona il mercato hanno sicuramente convinto Thibodeau ad accettare con entusiasmo il progetto.

Ora il nuovo coach dovrà decidere come operare sul mercato e una mossa intelligente potrebbe essere quella di cedere Nikola Pekovic. Il centro montenegrino ha un contratto da 12 milioni l’anno ancora per 2 stagioni ma non ha praticamente giocato le ultime 2 per i soliti problemi alle caviglie e, inoltre, non ha più il posto in quintetto a causa delle migliori prestazioni di Towns e Dieng. Cederlo permetterebbe anche di liberare spazio salariale per cercare di ingaggiare un buon free agent che possa migliorare la squadra.Certamente ci vorrà tempo per costruire una squadra da primi posti ma con la pazienza e le mosse giuste sono sicuro che i risultati non tarderanno ad arrivare.

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Philadelphia 76ers: capire quali sono le reali intenzioni dei Sixers è più difficile che trovare un ago in un pagliaio, ma sembra che qualcosa stia cambiando a Philadelphia. Jerry Colangelo è il nuovo advisor della franchigia e suo figlio Bryan è il nuovo Gm, entrambi sono stati premiati in passato con il premio di Executive of the Year, è queste scelte societarie sono senza dubbio un passo in avanti rispetto al delirio che regnava prima con Sam Hinkie.

Brett Brown è un allenatore scuola San Antonio Spurs che avrebbe idee di gioco intelligenti ma semplicemente non ha una rosa accettabile per poter lavorare e per questo merita tutta la solidarietà del mondo. Inoltre non aiuta in questo senso l’aggiunta di Mike D’Antoni, coach sopravvalutatissimo, come allenatore in seconda e il dover lavorare con dei giocatori scarsi come Grant, Canaan o Ish Smith.

Dopo aver chiarito e sistemato i ruoli societari con la firma dei Colangelo, ora bisogna migliorare la squadra. Uno tra Embiid, Noel e Okafor è di troppo e deve essere ceduto (si parla dei Celtics per l’ex Duke) e, inoltre, c’è bisogno di un playmaker che non sia Smith (si parla di Schroeder o Teague). Robert Covington ha mostrato di avere delle buone qualità ma non sarà mai un giocatore abbastanza affidabile nel rendimento. I Sixers per il draft 2016 oltre alla loro scelta hanno altre 4 prime scelte protette. Questo significa che la franchigia che cede queste scelte le potrà riavere indietro nel caso siano entro una certa posizione decisa durante lo scambio precedente e in base all’ordine di scelta stabilito per il draft: una dai Lakers (protetta in top 3), una da Miami (protetta in top 10), una dai Kings (protetta in top 10) e una dai Thunder (protetta in top 15).

Quindi come potete vedere Philadelphia potrebbe diventare una squadra molto importante e con il talento necessario per dire la sua, senza il bisogno di rimanere ogni anno nei piani bassi della classifica per accumulare scelte e senza neanche aspettare troppo tempo. L’importante è che lo voglia la società.

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Boston Celtics: dopo anni di sofferenze finalmente Danny Ainge può sorridere! Le sue decisioni negli ultimi anni sono state ottime e finalmente Boston può contare su un nucleo di giocatori validi, su un allenatore giovane ma molto preparato e, soprattutto, su un altissimo numero di scelte al draft e tanto spazio salariale.  I Celtics avranno per il draft 2016, oltre alla loro, la prima scelta dei Nets, che sarà tra le prime 5 visti i risultati della squadra di Brooklyn, e la prima scelta dei Mavericks, protetta in top 7 ma comunque importante. Inoltre avranno sempre la prima scelta dei Nets anche per i draft 2017 e 2018 (un applauso a Billy King e Prokhorov!).

Parlando della squadra, invece, i Celtics sono giovani, talentuosi e molto abili a difendere grazie ad un allenatore che ha saputo tirare fuori il meglio dai suoi uomini. Isiah Thomas è un all-star a tutti gli effetti, Bradley è un difensore eccezionale e ottimo tiratore da 3 punti, Crowder è migliorato esponenzialmente diventando un 3&D di altissimo livello e Smart ha mostrato dei miglioramenti tecnici importanti , nonostante l’ex Oklahoma State debba lavorare ancora molto sull’atteggiamento e sul comportamento in campo ( i suoi continui flop sono ridicoli e inaccettabili). I risultati sono davanti agli occhi di tutti con la franchigia del Massachusetts che si è piazzata al quinto posto nella Eastern Conference.

Ora ci si aspetta che Boston sia una delle protagoniste della Free Agency visto l’enorme spazio salariale a disposizione. Di cosa ha bisogno esattamente Brad Stevens? Innanzittutto di un centro che potrebbe essere Al Horford, Noah, Whiteside o anche Howard o Cousins, anche se questi ultimi 2 nomi sono difficili da raggiungere perché il primo chiederebbe troppi soldi per quello che vale oggi e il secondo sembra essere incedibile per i Kings. Inoltre si parla in questi giorni di un possibile approdo di Durant in biancoverde proprio per la grande disponibilità economica a disposizione e la serietà del progetto. Infatti a questa squadra serve una vera e propria superstar che possa portare più punti, visto che il sistema difensivo è già molto rodato. Io punterei su Joakim Noah, che porterebbe agonismo e difesa, come centro e farei senza alcun dubbio un tentativo per KD.

Indipendentemente dalle scelte che Ainge farà questa estate, una cosa è certa. Boston tornerà ad essere una squadra competitiva in breve tempo!

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Orlando Magic: le dimissioni di Scott Skiles hanno creato molta confusione in Florida. Non si sta discutendo il valore dell’allenatore, che ha dimostrato di essere un coach serio e capace nelle sue esperienze precedenti, ma alcune sue scelte sono state molto discutibili. Orlando ha Jennings, Payton, Watson e, volendo, Oladipo per il ruolo di playmaker, ma nessuno di loro è un giocatore affidabile e dal rendimento costante. Payton è partito titolare molte volte ma gli è stato altrettante volte preferito Watson a causa dei limiti tecnici e decisionali dell’ex Louisiana Lafayette. Oladipo è stato fatto partire fuori dal quintetto per gran parte della stagione per cercare di portare energia e atletismo dalla panchina ma il risultato è che la guardia dei Magic è fin troppo importante per la squadra e, con lui in campo fin da subito, Orlando gioca meglio. A metà Febbraio Skiles ha poi deciso di cedere Harris per portare Jennings e Ilyasova in Florida, scelta a mio avviso inspiegabile poiché l’ex Pistons veniva da un infortunio al tendine d’achille, che non gli ha permesso di giocare abbastanza partite per raggiungere la forma fisica migliore e incidere sulle partite, e perché Harris è uno degli esterni più completi in questo momento in Nba. Inoltre l’ex allenatore dei Bucks applicava una strategia offensiva basata sul tiro da 3 punti, sul movimento della palla e sulle decisioni veloci prese da un playmaker affidabile e, di conseguenza, potete capire anche voi che i giocatori in rosa non sono assolutamente compatibili con questa filosofia di gioco. I Magic non hanno ne tiratori affidabili, eccetto Fournier, ne playmaker capaci di prendere le decisioni giuste al momento giusto e la strategia di Skiles ha anche influito negativamente sul rendimento di Vucevic, visto che non prevede molto gioco in post basso (le statistiche dell’ex USC sono calate rispetto alla scorsa stagione). Che siano queste alcune delle cause che lo hanno portato a lasciare la panchina?

Detto questo, i Magic non sono per nulla messi male dal punto di vista del talento e dei giovani in rosa. Gordon, Oladipo, Payton ed Hezonja sono giocatori dal potenziale immenso e anche dalla free agency potrebbero arrivare giocatori importanti visto che lo spazio salariale è ampio dopo la cessione del contrattone da 15 milioni l’anno di Harris. In più anche quest’anno la scelta al draft sarà abbastanza alta così da aggiungere altro potenziale talento in rosa e Orlando negli ultimi anni si è sempre dimostrata molto abile nel pescare i talenti migliori durante la lotteria.

Il futuro è più che roseo per Orlando ma Skiles deve riuscire a dare più equilibrio alla squadra e a gestire meglio i minutaggi e i ruoli dei giocatori, allora si che la magia può tornare davvero in Florida.

NBA: Milwaukee Bucks at Utah Jazz

Milwaukee Bucks e Utah Jazz: leggo di molte persone che considerano queste 2 squadre come molto promettenti e dal futuro assicurato. Ma in realtà non sono neanche più da considerarsi franchigie in rebuilding mode, poiché hanno già un nucleo di giocatori valido e anche ad un buon livello di maturazione. Semplicemente manca ancora qualcosa per riuscire a competere per un posto ai playoff ma gran parte del lavoro è già stato fatto.

Menzione d’onore per i Phoenix Suns e i Los Angeles Lakers. No, non sono ubriaco e non sono sotto effetto di sostanze stupefacenti. Semplicemente penso che se non fossero gestite da un gruppo di persone incompetenti e propense a creare il caos, in Arizona e in California dormirebbero sogni più tranquilli perchè di talento in rosa ne hanno. Semplicemente, non viene sfruttato a dovere.

| di Simone Giacoma |

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