Le squadre delusione della stagione NBA 2015-2016

Dopo aver parlato dei giocatori che hanno deluso maggiormente durante la stagione, oggi vorrei soffermarmi su quelle squadre che non hanno assolutamente rispettato le aspettative, concludendo la stagione nel peggiore dei modi già proiettate verso la off-season.

Chicago Bulls

Chicago Bulls v Cleveland Cavaliers - Game One

Non fare i playoff ad Est è assolutamente inaccettabile per una squadra come i Bulls, soprattutto se si posiziona davanti a te una squadra come i Pacers (con Mahinmi titolare…) o come i Pistons che sono ancora in costruzione e hanno una rosa poco profonda.

Ma, in realtà, i problemi dei Bulls si potevano già notare a inizio stagione senza, ovviamente, immaginare un disastro di questo tipo.

Cominciamo dall’allenatore Fred Hoiberg, assoluto coach esordiente, è stato chiamato per cercare di migliorare la fase offensiva della squadra senza perdere l’impronta difensiva lasciata da Thibodeau nelle stagioni passate. Possiamo tranquillamente dire che l’esperimento non è riuscito. Chicago si è classificata 25esima per efficienza offensiva (numero di punti segnati da una squadra per 100 possessi) e 15esima per efficienza difensiva (numero di punti concessi da una squadra per 100 possessi), un crollo incredibile in attacco ma, soprattutto, in difesa che con Thibodeau è sempre stata la punta di diamante della squadra. Inoltre Hoiberg ha ampliamente dimostrato di avere una scarsa personalità e di non saper gestire i giocatori e lo spogliatoio, come dimostrano le parole non certo dolci di Butler nei suoi confronti durante la stagione.

Inoltre, il Gm Paxson la scorsa estate non ha assolutamente completato la rosa in modo equilibrato: il reparto lunghi è fin troppo affollato mentre quello degli esterni è cosi povero da costringere l’allenatore a usare Dunleavy come ala piccola titolare e i suoi cambi sono Moore e Snell. Il risultato è che Chicago gioca in 4 anziché in 5.

CHICAGO BULLS 14/15 NEY YORK 14/15

Un altro problema dei Bulls di questa stagione sono stati gli infortuni ma anche i rendimenti dei giocatori. Su Gasol e Butler non si discute ma sugli altri elementi della rosa bisognerebbe riflettere molto. La mia opinione è che i Bulls quest’anno sono stati sopravvalutati! Mirotic, McDermott e Snell non sono, ad oggi, giocatori maturi e pronti per poter dire la loro ogni sera. L’ex Real Madrid deve ancora capire il suo vero ruolo Nba (4 o 3?) e migliorare esponenzialmente in difesa, McDermott è stato discontinuo per tutta la stagione e Snell è stato talmente bravo che è uscito dalle rotazioni per l’ultimo mese di Regular Season. Derrick Rose ha tirato con le peggiori percentuali della sua carriera e Taj Gibson e Dunleavy ci mettono il cuore ma hanno ben altri limiti. Lo stesso Hoiberg ha fatto scelte inspiegabili mettendo in panchina Noah, vero difensore e anima della squadra, preferendogli Mirotic e utilizzando Portis solamente dalla seconda metà di stagione quando avrebbe allungato la panchina fin da subito. Infatti a Febbraio i Bulls erano decimati dagli infortuni proprio a causa dei minutaggi senza senso.

Infine l’alchimia di squadra è pressochè inesistente e le forti personalità di Rose e Butler non possono che scontrarsi tra loro. L’ex Marquette University si è autoproclamato leader della squadra senza, però, essere considerato tale dai compagni, Rose in primis, causando forti tensioni nello spogliatoio che non hanno aiutato la squadra.

Una cosa è certa, non si può andare avanti così!

I Bulls si trovano ad un bivio in questo momento: continuare ad avere fiducia in questo “gruppo” senza fare nulla e sperare nel buon rendimento dei giocatori oppure ricostruire la rosa cedendo i pezzi migliori e trattenendo i più giovani.

Io propenderei per la seconda ipotesi visto che, quasi certamente, Gasol se ne andrà e cercherei di cedere uno tra Butler e Rose per riportare calma in spogliatoio e per valorizzare i giovani in rosa. Noah è in scadenza ma andrebbe rifirmato perché ha sempre dimostrato grande leadership, grande difesa e un forte attacamento alla maglia.

Houston Rockets

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Houston oggi è nel caos più totale! Ai playoff più per demeriti dei Jazz che per meriti loro, sono stati facilmente buttati fuori al primo turno dai Warriors senza un Curry sano.

I Rockets hanno tanti problemi ma il più grave di tutti è semplicemente che non difendono… MAI!

Sono ultimi per defensive rebound rating (con Howard in squadra riescono a concedere tutti i possibili rimbalzi offensivi avversari, allucinante!), 21esimi per efficienza difensiva e quarti per turnover rating (percentuale che un loro possesso finisca con un turnover). Non a caso James Harden è il leader Nba in turnover con quasi 5 di media a partita.

Il Barba non è assolutamente presentabile in difesa ma non lo è tutta la squadra.

In attacco Houston gioca sicuramente meglio ma neanche così tanto a causa della già citata “Morey Ball”, ossia la strategia di gioco con la quale non si prendono mai tiri da 2 punti ma o da 3 punti o in area. Il problema è che Howard in area non è più quello di una volta, i suoi movimenti in post sono sempre meno efficaci e di conseguenza viene sempre meno coinvolto in attacco. Questa involuzione di Superman ha fatto si che i Rockets si basino quasi esclusivamente sul tiro da 3 punti prendendo anche tiri molto forzati e contestati che hanno drasticamente ridotto le percentuali di squadra.

A livello societario sono stati fatti disastri di continuo. Il  Gm Daryl Morey andrebbe licenziato immediatamente sia per la sua insistenza con la strategia di gioco già citata sia per le assurde scelte di mercato fatte a caso. Ty Lawson tecnicamente non può sposarsi con una guardia che deve avere palla in mano sempre come Harden, Josh Smith è il giocatore perfetto per creare ancora più scompiglio nello spogliatoio e per avere altra discontinuità al tiro che già non manca in squadra e, soprattutto, non si deve licenziare McHale facendolo diventare il capro espiatorio dei problemi della squadra. Infatti la leggenda dei Celtics riusciva a tirare fuori il massimo dai suoi giocatori, a far coesistere Howard e Harden e a creare una unità di squadra che ora non c’è più. Infine un babbuino sarebbe più adeguato al ruolo di coach di Bickerstaff!

Soluzioni veloci per i Rockets non ce ne sono purtroppo. La priorità assoluta è trovare un allenatore adeguato e con il carisma necessario per portare ordine in squadra e che migliori la difesa, poi si deve pensare a tutto il resto. Il fatto che Howard se ne andrà in estate al 99% potrebbe essere una buona notizia. Si potrebbe promuovere Capela in quintetto o cercare un centro sul mercato più giovane, più sano e che possa portare qualche scelta offensiva alternativa al tiro da 3 punti ed efficace allo stesso tempo.

James Harden è sicuramente un giocatore che fa discutere ma, nel bene e nel male, è grazie quasi esclusivamente a lui se i Rockets hanno centrato i playoff e se ogni tanto giocano bene qualche partita.

Milwaukee Bucks e Washington Wizards

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Per queste squadre spendo meno parole poiché la loro situazione non è poi così grave. Certamente dai Bucks ci si aspettava almeno la lotta per l’ultimo posto playoff dopo la firma di Monroe e la crescita di Parker e Antetokounmpo. Evidentemente qualcosa non funziona! Kidd mi sembra un allenatore troppo arrogante e che pesta i piedi alla società e al Gm. Monroe non sembra ben inserito nel sistema e difende molto meno di quanto si pensava e Carter-Williams non ha fatto nessun miglioramento (e in più è sempre rotto). Grande nota positiva il rendimento di Khris Middleton. Prevedo grossi cambiamenti in estate.

Washinghton non è riuscita a centrare i playoff nonostante la squadra sia la stessa dell’anno scorso. Quest’anno è mancato tanto Beal che sarà costretto a giocare non più di 30 min per tutta la sua carriera a causa degli infortuni, motivo per cui lo rinnoverei a cifre sensate questa estate che sarà in scadenza. Inoltre deve essere rinforzata molto la panchina (una delle più scarse della lega) e l’addio di Nenè non può che essere una buona notizia, anche a livello salariale. Morris può essere un’aggiunta importante e la crescita di Porter fa ben sperare. Wall e Gortat sono una garanzia.

Sulla panchina è arrivato Scott Brooks e già questo è un buon segnale che si vogliono cambiare le cose in meglio rispetto a Wittman. I tifosi sperano che Brooks riesca a portare Durant nella capitale, io non ci giurerei.

| di Simone Giacoma |

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