Il libro della giungla, il più riuscito dei rifacimenti Disney

E’ uscito, dopo un lungo periodo di grande attesa e una serie di trailer molto accattivanti, il nuovo film della Disney, “Il libro della giungla”, diretto da Jon Favreau.
Il film è l’ultimo di un filone in cui vengono riproposti i vecchi classici; partendo da Alice nel paese delle meraviglie di Tim Burton, passando per Maleficent e Cenerentola, la Disney sta pian piano rifacendo tutti i grandi film del passato.
Ognuno di questi film però non può limitarsi a copiare e riproporre, ci sono infatti sempre delle novità, nuovi sguardi e punti di vista.
Sebbene di tutte queste pellicole, poche siano davvero lodevoli, devo dire che probabilmente quello di Favreau è il rifacimento più riuscito.
La storia è quella tratta liberamente dall’opera di Kipling: il piccolo Mowgli è cresciuto dai lupi, e si trova a dover scappare dalla terribile tigre Shere Khan, che minaccia di ucciderlo.
Non possono mancare i mitici personaggi come l’orso Baloo, intento a vivere la giornata come gli capita, e la più saggia e pragmatica pantera Bagheera.
Il film riproduce la giungla e gli animali digitalmente in modo eccelso, confermando come la Disney sia sempre all’avanguardia per quanto riguarda la ricerca di nuove tecnologie.
E’ da notare come questo Mowgli sia molto più furbo, più scaltro e più umano di quello vecchio (che era solo un bambino capriccioso): crea oggetti e grazie all’ingegno riesce a sconfiggere il terribile tiranno Share Kahn.
Ho trovato grandiosi molti spunti e citazioni presi da molti film (sia Disney che non), come la mandria impazzita di bufali (palesemente citazione del Re leone) o King Louie, il re delle scimmie, che ci viene presentato con movenze e battute del Colonnello Kurtz di Apocalypse Now, passando anche per Alien.

il-libro-della-giungla-2016

Un po’ debole forse è il rapporto tra l’orso Baloo e Mowgli, cosa che invece è alla base del cartone, e dunque alcune dinamiche fondamentali della storia risultano forzate.
Allo stesso modo la presenza del serpente Kaa è sí molto importante a livello narrativo, poiché ci racconta alcune vicende fondamentali accadute nel passato, ma il rettile viene esclusivamente usato come escamotage per la backstory; di lui, dopo quella scena, si perdono totalmente le tracce.
Anche il finale rivisitato, molto più blando e meno impegnato rispetto a quello del cartone, non mi è piaciuto molto: Mowgli rimane con i suoi due amici nella giungla, a fare l’uomo, invece di affrontare il proprio destino e tornare a vivere con gli umani.

i-libro-giungla04

Riconosco che sia forse il primo vero successo di questi rifacimenti Disney (anche se Maleficent mi era piaciuto molto), non riconosco però (ovviamente) lo stesso pathos e la stessa attenzione in punti fondamentali della storia, ma ci si concentra molto sull’azione e sul continuo movimento della scena.
Da lodare sono i titoli di coda, con la mitica canzone di Re Luigi cantata da Giancarlo Magalli (che, dopo Filottete in Hercules, doppia ancora una volta un personaggio Disney).

| di Tommaso Frangini |
SATIRO SAGGIO LOGO

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...