Zero Waste: una sfida quotidiana

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Parliamo tutti di sostenibilità e della necessità di cambiare abitudini per assicurare a noi stessi e alle generazioni future un pianeta che possa ancora garantire le risorse per vivere. Ma come mettiamo in pratica questi concetti? Prendiamo i mezzi pubblici, facciamo la raccolta differenziata, ma la verità è che abbiamo comunque uno stile di vita assolutamente insostenibile dal punto di vista ambientale. Usciamo di casa e andiamo in università o in ufficio dove compriamo acqua contenuta in una pratica bottiglietta di plastica, beviamo un caffè alle macchinette, distribuito, anch’esso, in un bicchiere di plastica, torniamo a casa e apriamo il frigo per preparare la cena: confezioni di plastica stratificate come matriosche avvolgono salumi e formaggi, un sottilissimo strato di pellicola copre la scodella dell’insalata… Tutti imballaggi e contenitori in plastica che spesso non possono nemmeno essere riciclati.

Ogni giorno produciamo un’enorme quantità di rifiuti che spariscono dalla nostra vista (e dai nostri pensieri) per andare a saturare le innumerevoli discariche presenti sul territorio.

Già da qualche anno, soprattutto in America, si sta diffondendo la filosofia Zero Waste che consiste in un insieme di abitudini e pratiche volte a evitare quanto più possibile la produzione di rifiuti. Una delle prime sostenitrici dello Zero Waste Lifestyle è sicuramente Bea Johnson, una casalinga californiana autrice del libro Zero Waste Home.

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Nel suo manuale Bea illustra le cinque regole d’oro per gestire una vita Zero Waste:

  • Rifiutare ciò di cui non si ha bisogno;
  • Ridurre ciò di cui si ha bisogno;
  • Riutilizzare ciò che si usa;
  • Riciclare tutto ciò che non rientra nelle tre categorie precedenti;
  • Compostare i rifiuti organici.

Ma cosa significa questo nella pratica?

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Significa ad esempio eliminare gli sprechi e fare la spesa in maniera consapevole, evitando i cibi confezionati e prediligendo dunque i negozi che vendono cibi sfusi; oppure acquistare prodotti per l’igiene e per la casa completamente naturali e biodegradabili, conservati in contenitori in vetro o alluminio; fare a meno di tutte le SUP (Single Use Plastics), ossia tutti i prodotti usa e getta e i sacchetti di plastica, sostituendoli con oggetti riutilizzabili (ad esempio borse per la spesa di tela); conservare i cibi in scatole e barattoli di vetro o acciaio inossidabile per rimuovere dalle nostre dispense rotoli di pellicola e alluminio

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Se molte di queste abitudini per noi possono essere di difficile applicazione –si  pensi all’acquisto di prodotti sfusi: in Italia i bulk shop sono veramente rari – possiamo comunque fare molto per ridurre l’utilizzo della plastica nella nostra vita di tutti i giorni prestando attenzione ai nostri consumi. Il segreto, come sostiene Lauren Singer, eco blogger, promotrice dello Zero Waste Lifestyle e fondatrice dell’azienda The Simply Co., è fare tutte le settimane piccoli passi che ci permettano di ottenere grandi risultati sul lungo termine. Basta solo iniziare! E, giorno dopo giorno, i nostri comportamenti virtuosi avranno un forte impatto positivo non solo sull’ambiente, ma anche sulla nostra vita.

|di Lucia Maletti|

SATIRO SAGGIO COPERTINA

Per chi volesse approfondire l’argomento Zero Waste, ecco il link del blog di Bea Johnson:

http://www.zerowastehome.com/p/tips.html

lasciatevi ispirare!

 

 

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