Ddl Cirinnà, un po’ di ordine

E’ proprio in queste ore che si sta discutendo il disegno di legge sulle unioni civili omosessuali. Per chi si fosse perso dei pezzi, ecco un piccolo vademecum.

DI COSA SI TRATTA

Il disegno di legge Cirinnà è diviso due parti. La prima parte riguarda l’introduzione dell’isituto delle unioni civili per le coppie omosessuali. La seconda riguarda le coppie di fatto.

Il nuovo istituto delle unioni civili per le coppie omosessuali comporta diritti e doveri simili all’istituto del matrimonio, ovvero: possibilità di prendere cognome del coniuge, obbligo a fedeltà, convivenza e assistenza morale e materiale, contribuzione ai beni comuni, diritti all’eredità, reversibilità della pensione. All’interno della parte riguardante le unioni civili tra coppie omosessuali vi è anche la parte riguardante la Stepchild adoption, un termine che nelle ultime settimane è sulla bocca di tutti, ma forse solo pochi sanno di cosa si parla con esattezza.
La traduzione letterale è  “adozione del figliastro”, significa che il figlio preso in questione ha la possibilità di essere adottato dal parter riconosciuto dalla legge. Questo implica quindi un legame tra i due compagni non solo sentimentale, ma anche giuridico, attraverso un matrimonio o un’unione civile.
L’isituto della stepchild adoption in Italia è presente dal 1983 (L. 184/1983) per le coppie eterosessuali sposate e dal 2007 per le coppie conviventi. Attraverso la stepchild adoption il partner adottante assume nei confronti del bambino adottato i doveri di genitore al pari di quello biologico.

Dopo molti anni di discussione e diverse opinioni sul tema, l’Italia ora si trova davanti ad una decisione, questo grazie al ddl Cirinnà. L’approvazione di questo disegno di legge permetterebbe il riconoscimento delle coppie omosessuali a livello giuridico attraverso l’istituto delle unioni civili ed inoltre estenderebbe la stepchild adoption non più solamente alle coppie etero ma anche a quelle omosessuali.

MAPPA

L’ Italia, ad oggi, è uno degli ultimi Stati all’interno dell’ Europa a non aver ancora riconosciuto né il matrimonio né le unioni civili alle coppie formate da persone dello stesso sesso.
Francia, Spagna, Regno Unito, Olanda e Svezia prevedono l’istituto del matrimonio, mentre le unioni civili sono riconosciute in Germania, Austria, Svizzera e Grecia; nel resto del mondo anche negli Stati Uniti, Canada, Sudafrica, Argentina e Brasile, Nuova Zelanda sono consentite le nozze.
Il punto più discusso del disegno di legge Cirinnà è l’articolo 5, nel quale si parla dell’adozione del bambino estesa anche agli omossessuali (stepchild adoption).
In Italia, secondo i risultati di una ricerca del 2005 condotta da Arcigay con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, i bambini con genitori omosessuali sono circa 100000.
Il desiderio di ottenere la stepchild adoption nasce dalla voglia di poter tutelare il figlio in caso di mancanza del genitore biologico.

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ALCUNE DELLE ARGOMENTAZIONI CONTRO IL DDL

Mentre la parte riguardante le unioni civili omosessuali è soggetta a critiche soltanto dalle parti più radicali, l’estensione della stepchild adoption alle coppie omosessuali invece è soggetta a critiche da molte parti, anche quelle meno conservatrici.

La prima motivazione è quella legata alla concezione della “famiglia tradizionale”. La maggioranza delle persone contrarie al provvedimento sono legate alla concezione cattolica della famiglia, che prevede unicamente il riconoscimento della “famiglia tradizionale” composta da un padre ed una madre legati dal vincolo del matrimonio che ha come principio fondamentale la procreazione.

Per quanto riguarda la stepchild adoption invece, il dissenso nasce dall’idea che volere un bambino non sia un diritto e che soprattutto un bambino non possa crescere in maniera “sana” con due genitori dello stesso sesso, questo gli causerebbe gravi problemi nella sua crescita psicologica.  “Ogni bambino ha diritto ad un padre ed una madre” affermano gli esponenti contrari a questo articolo della legge.

Di conseguenza molte di questi sono contrari anche all’adozione di bambini orfani da parte di genitori omosessuali o single. Per molti l’approvazione di questa legge sarebbe anche un incentivo per le coppie gay a ricorrere alla pratica dell'”utero in affitto”, o maternità surrogata, pratica considerata illegale ed eticamente scorretta.
La surrogazione si verifica quando una donna si presta ad iniziare e a portare a termine una gravidanza per altri, per coppie sterili o gay che non possono concepire figli.
Questa pratica in Italia è assolutamente vietata dalla legge 40/2004. Lo stesso non si può dire di altri paesi. Ad esempio in Canada, i prezzi per tale pratica sono molto elevati (possono arrivare fino ai 150 mila dollari e solo in parte questi soldi vanno alla madre), o in India dove è molto più conveniente. Ci sono altri Stati invece che ne permettono la pratica solo se gratuita, quindi come puro atto di generosità della madre verso coppie che desiderano figli.

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ARGOMENTAZIONI A FAVORE DEL DDL

La maggior argomentazione a favore del disegno di legge riguarda l’adeguamento delle leggi alle dinamiche sociali. E’ necessario, che anche l’Italia inizi ad interessarsi maggiormente alle nuove composizioni sociali che si stanno creando all’interno del Paese. Le famiglie non “tradizionali”, ovvero composte da genitori dello stesso sesso e bambini, esistono ed e è giusto che vengano tutelate come sono tutelate le famiglie composte da un uomo ed una donna, ma soprattutto che vengano regolamentate.

La contro risposta alla critica riguardo l’incentivo alla maternità surrogata è invece di matrice statistica. Solamente il 2% delle coppie che ricorrono a questa pratica sarebbe omosessuale, mentre il restante 98% è composto da coppie eterosessuali sterili.

ALCUNE PRESE DI POSIZIONE

CONTRO:

Il 30 Gennaio a Roma, c’è stata la manifestazione “Family Day“ organizzata contro l’estensione dei diritti agli omossessuali. Il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, ha elogiato l’iniziativa: «La considero una grande prova di passione civile e democratica». Tra i presenti al Circo Massimo ad affermare i valori della famiglia tradizionale c’erano i senatori Maurizio GasparriFrancesco Aracri e anche la fondatrice di Fratelli d’ Italia Giorgia Meloni. Il presidente del Comitato organizzatore, Massimo Gandolfini, ha affermato che i partecipanti alla manifestazione sono stati quasi due milioni. Questa manifestazione ha fatto molto scalpore in quanto è raro che si decida di scendere in piazza per negare dei diritti ad altre persone e non per difendere i propri. Qualche giorno prima, suscitò parecchie critiche anche la decisione del governatore della regione Lombardia Roberto Maroni di illuminare il Pirellone a Milano con la scritta “Family Day”. Questa mossa è risultata un’offesa a tutte le persone a cui non si permette di creare una famiglia che sia anche riconosciuta dalla legge.

A FAVORE:

Matteo Renzi ha dichiarato che il PD sostiene la legge senza nessun tipo di modifica, con la sicurezza che nel giro di qualche settimana verrà approvata, lasciando libertà di coscienza agli esponenti cattolici. Ad esempio, il ministro della salute del Nuovo Centro Destra Beatrice Lorenzin ha chiesto lo stralcio dell’articolo che prevede l’adozione. La stessa posizione è stata presa da Corrado Passera, Italia Unica, a favore alle unioni civili ma contro la StepChild Adoption.

Oltre al Primo Ministro e alle figure più rappresentative del Partito Democratico si sono schierati a favore anche molti esponenti del Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo, fondatore del M5S, ha precisato che il movimento voterà in maniera positiva al provvedimento sulle unioni civili, sulla stepchild adoption invece, ci sarà libertà di coscienza.
Alcune grandi aziende come Ikea, Coop, Vitasnella e il canale televisivo Real Time, il giorno del Family Day hanno deciso di schierarsi e sostenere le famiglie omosessuali, realizzando delle pubblicità ad hoc.

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Su temi come questi, ed in passato come sul divorzio e l’aborto, è facile che ci siano visioni differenti e completamente opposte.
La Corte Europea si è interessata alla situazione italiana sulle unioni civili e ha dichiarato che l’Italia deve affermare al più presto il riconoscimento legale per le coppie omossessuali. Anche l’articolo 3 della Costituzione Italiana lo ricorda “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

|di Elena  Bocchiola|

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