Perchè gli inglesi amano l’Italia?

Passeggiando per Londra potete imbattervi in ogni tipo di negozio. Io mi sono imbattuto in un negozio di libri da viaggio molto particolare.

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Situato nella centralissima Long Acre, dietro Covent Garden, Stanfords e’ oramai da piu di un secolo un negozio-istituzione della capitale inglese. Il negozio non vanta solo di essere il piu grande e migliore negozio di mappe e libri di viaggi al mondo, ma puo anche vantarsi di una clientela tra le piu rinomate. Quando Google maps e i sistemi GPS non esitevano, viaggiatori e esploratori viaggiavano muniti di mappe cartacee. Di qui sono passati personaggi del calibro di David Livingstone, a mio parere il più grande esploratore terrestre mai esistito sulla terra, a cui la Sergio Bonelli Editore recentemente ha dedicato una nuova collana a fumetti (Adam Wilde), Capitan Robert Falcon Scott, leggendario e controverso comandate della Royal Navy impegnato nelle prime spedizioni al Polo Sud, e tanti altri ancora. Sicuramente il piu prestigioso tra tutti i clienti e’ il Dr. Watson. Si, l’aiutante di Sherlock Holmes. I piu attenti lettori ricorderanno infatti che durante il libro The Hound of the Baskervilles il detective manda l’aiutante down to Stanfords per procurarsi una mappa di Dartmoor.

Il negozio e’ incredibile, si puo trovare di tutto: dalle classiche guide turistiche a cartine stradali dettagliate, da valigie da viaggio d’epoca a mappa mondi di ogni genere. Il punto forte pero’ e’ l’offerta di mappe. Semplicemente senza pari. Oltre ad essere forniti di mappe per ogni angolo del mondo, Stanfords vende anche mappe d’epoca i cui valori possono anche superare le migliaia di sterline. Il servizio sicuramente più interessante e’ quello riservato ai clienti che desiderano mappe personalizzate di determinate aree, in qualunque scala, in qualunque misura.

Motivo per cui scrivo questo articolo non e’ certo pubblicitario. Stanfords, come alcune librerie, mette in esposizioni l’elenco dei libri più venduti. Se avrete la possibilità di visitare il negozio vi rimarrà d’impatto non solo le cose di cui ho già parlato sopra ma anche questa classifica. (Potete anche consultarla on line www.stanfords.co.uk).

TOP 10 TRAVEL GUIDES TOP 10 TRAVEL WRITINGS
1 Lonely Planet Sud Italia Italy: The Land Where Lemon Grows
2 Lonely Planet Croazia Italian Ways
3 Lonely Planet Sardegna The Idle Traveller
4 DK Italian Riviera (=Liguria) The Arte of Travel
5 DK Laghi Italiani The Year of Living Danishly
6 DK Istambul Can We Live Here?
7 Lonely Planet Islanda How To Be Danish
8 Rough Guide Linguadoca-Rossiglione (Francia) Berlin: City of Imagination
9 DK Spagna del Nord Down To The Sea In Ships
10 Lonely Planet Sicilia The Old Ways (libro su paesaggi inglesi)

 

Un dato emerge forte e chiaro. L’Italia fa guadagnare molti soldi alla Lonely Planet e a Stanfords. 4 delle 5 guide piu vendute sono guide che parlano d’Italia. In totale, tra le dieci guide turistiche piu vendute ben la meta’ sono mete italiane. Tra la letteratura di viaggio invece l’Italia domina la classifica con due libri che parlano del nostro paese. Insomma oltre che essere molto redditizi per le case editrici di libri da viaggio, siamo anche molto apprezzati dagli inglesi in generale. Mi correggo, ho detto italiani ma intendevo Italia.

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L’estate scorsa ho trascorso 10 giorni in Puglia a Otranto e dintorni. Dopo di che sono andato in Indonesia. La Puglia e l’Indonesia sono posti completamente diversi, sia per cultura che per paesaggi, ma non solo. Una cosa accomuna però il Salento con l’isola di Java: le infrastrutture, i servizi e trasporti. Nel Salento vi è un duplice problema: quello dei trasporti pubblici, praticamente inesistenti o comunque poco praticabili, e quello delle infrastrutture. Si pensi alla bellissima baia del Ciolo sull’incredibile litoranea Otranto-Santa Maria di Leuca. La strada è “chiusa” (vedi foto) da mesi a causa di un grosso masso pericolante, l’accesso a questa baia è precluso a ogni persona che non sia un residente. (Ovviamente, molti se ne fregano e la strada la percorrono ugualmente). Si pensi se no ai treni. La rete ferroviaria è a binario unico e non elettrificata. E’ rimasta insomma alle riforme Jacini della seconda metà del 1800.

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Il cartelli sulla litoranea Otranto-Santa Maria di Leuca. Da notare l’interessantisma contrapposizione pubblico-privato. Da una parte i cartelli pubblici segnalano (lascando libero il passaggio) l’impossibilità di percorrere la strada, dall’altra cartelli di ristoratori che invitano al proseguimento.

 

Così guardando a quelle classifiche e memore della mia vacanze in Puglia, mi sono chiesto come si comporterebbe un inglese nel Sud Italia con la sua bella guida Lonely Planet comprata a Covent Garden. Abituati come sono loro al rispetto delle regole e sopratutto alle indicazioni normative in ambito comportamentale (non c’è cosa che non abbia una regola in Inghilterra, dal parcheggio dei motorini alle scale mobili da salire stando a destra), un inglese nel Sud Italia potrebbe solo avere una crisi isterica. Invece, forse, è proprio questo aspetto di menefreghismo e libertà che li attrae maggiormente. La loro è una cultura liberale. John Locke, John Stuart Mill, Jeremy Bentham. Per un liberale la massima aspirazione è quella di uno Stato limitato, riguardo ai poteri, e addirittura minimo, riguardo alle funzioni sociali (Humboldt). O forse no. Forse agli inglesi semplicemente piace il nostro paese per la natura, il cibo, il clima e i paesaggi. Sono convinto però che per capire questa dinamica non si debba guardare al nostro paese, ma agli inglesi e alle loro abitudini, alla loro cultura.

Una cosa è senza dubbio certa. Il libro più venduto nella più grande libreria di libri da viaggio al mondo è una guida sul Sud Italia. E i libri non sono l’unica prova del fatto che gli inglesi amano il nostro paese. La Toscana è diventata oramai la Tuscany-shire, la Puglia sta seguendo lo stesso percorso e si dice che presto l’inglesisazzione toccherà anche alla Sicilia.

| di Sebastiano Totta |

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