Le 5 caratteristiche distintive della crescita economica nei paesi asiatici

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“The East Asian miracle”, questa l’espressione coniata per descrivere la crescita economica esponenziale che ha caratterizzato i paesi dell’est Asia nel periodo che va dal 1965 al 1990 circa.

In particolare, i paesi oggetto di interesse sono le cosiddette “quattro tigri asiatiche”, ovvero Singapore, Hong Kong, Taiwan, Repubblica del Sud Korea, e le “newly industrializing economies” ovvero, Thailandia, Indonesia e Malaysia. Queste sette nazioni insieme vengono definite “HPAEs”, High Performing Asian Economies, e sono stati il focus di molti studi condotti sulle “developing economies”.

Rispetto ad altre economie emergenti infatti, come ad esempio Brasile e India, le HPAEs si sono distinte per il loro elevato tasso di crescita, in media il 5,5% annuo, e per esser state le uniche ad essere in grado di combinare una rapida crescita con una distribuzione dei redditi sostanzialmente invariata.

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Skyline notturno di Singapore

Quali sono stati dunque i fattori che hanno garantito tali performance straordinarie?

  • Alto tasso di investimento e di risparmio. In particolare l’elevato tasso di risparmio da parte dei governi est asiatici dovuto all’applicazione di politiche fiscali prudenti, ha influito positivamente sulla crescita. Infatti maggiore il tasso di risparmio del governo, maggiore il tasso di risparmio e la stabilità economica dell’intera nazione. A conferma di quest’ultima infatti, rispetto alle altre economie emergenti, sono stati registrati bassi tassi di inflazione e politiche prudenti sul tasso di cambio. Stabilità macroeconomica inoltre, significa minor rischio per gli investitori e dunque minor costo del capitale per investimenti di lungo termine. Tra il 1960 e il 1990 nelle HPAEs è stato registrato un tasso medio di investimento superiore al 20% del PIL. Da evidenziare in particolare l’elevato tasso di investimento privato, incentivato anche da numerose iniziative promosse dal governo.
  • Grande apertura al commercio internazionale. L’apertura di una nazione al commercio è misurata sulla base di quattro dimensioni: tariffe medie applicate, tasse sulle esportazioni, limiti quantitativi posti sulle importazioni, ampiezza del “Black Market Premium” sui tassi di cambio. Nelle HPAEs sono state introdotte politiche di “free trade”, che hanno consentito un ingente sviluppo dei traffici commerciali ed in particolare una forte e rapida crescita delle esportazioni. Quest’ultima è stata supportata anche dall’introduzione di alcuni programmi innovativi come sovvenzione di crediti, tax breaks e export processing zones.
  • Elevata crescita di capitale umano. Questa è dovuta principalmente all’aumento del tasso di educazione primaria e secondaria. Un simile aumento è stato possibile grazie ad un ruolo estremamente attivo del governo nell’implementazione di politiche focalizzate specificatamente sull’istruzione degli individui del proprio paese. Le Quattro Tigri hanno riportato un tasso medio 1,5 anni di scolarizzazione secondaria che è tra i più elevati all’interno delle “developing economies”
  • Settore agricolo forte e dinamico. Durante tutti qusti anni vi è stata una implementazione di politiche agricole volte a stimolare la produttività del settore. Allo stesso tempo i governi hanno applicato una tassazione non eccessiva sulle economie rurali.
  • Caratteristiche geografiche e strutturali favorevoli. Tra le variabili prese in considerazione rilevante è ad esempio l’accesso al mare. Paesi senza sbocchi sul mare devono sopportare maggiori costi e rischi per poter competere sul mercato mondiale. Infatti oltre ai costi di spedizione navale, devono pagare il costo del trasporto via terra e tutti i costi associati all’attraversamento delle frontiere nazionali. Le HPAEs risultano quindi essere favorite rispetto ad altri paesi poiché la maggior parte di loro possiedono sbocchi sul mare. In particolare Singapore e Hong Kong sono sorte all’inizio proprio come città portuali, ed hanno tratto enormi vantaggi dalla loro localizzazione geografica.
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In questo grafico pubblicato sull’Economist si può ben notare la mostruosa crescita delle tigri asiatiche dal 1980 ad oggi. Il grafico mostra la crescita di PIL per capita convertito in dollari tramite la PPP (purchasing power parity). In termini poveri, il grafico mostra il valore di tutti i prodotti e servizi finiti in uno stato in un dato anno diviso per la popolazione media dello stato in quello stesso anno. Essendo tenuto conto il costo della vita e il potere d’acquisto è un grafico che altamente rispecchia la vera crescita economica di una nazione.

Questi, in breve, sono alcuni tra gli elementi più significativi che hanno garantito fino ad ora il raggiungimento di ottimi risultati in termini di crescita ai paesi dell’est asiatico. Lo sviluppo di questi tuttavia non è terminato ma, al contrario, le opportunità continuano a sussistere. Per continuare a crescere anche in futuro però, sarà richiesta loro una buona capacità di adattamento a nuove situazioni che si troveranno necessariamente ad affrontare come ad esempio l’invecchiamento della popolazione, il tasso crescente di urbanizzazione e la crescente partecipazione politica.

| di Alice Bolognini |

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