Il penoso stato in cui giace Piazzale Lavater

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C’è una piazza a Milano che da troppo tempo necessita l’attenzione per un piano di riqualificazione. Binari morti del tram, parcheggi selvaggi, incroci folli, asfalto corroso, pali divelti, verde pubblico mal curato, etc… sono solo alcuni dei problemi che i cittadini della zona affrontano ogni giorno. Piazzale Lavater, zona Buenos Aires – Porta Venezia, seppur lusingata da promesse e buoni propositi da parte di assessori o pretendenti alla carica di sindaco, è stata dimenticata e accantonata dal pubblico interesse. Adesso che incomincia una nuova campagna elettorale per il sindaco di Milano, magari qualcuno se ne uscirà con qualche altro buon intento o addirittura qualche promessa. Fatto sta che in realtà la piazza, dopo 4 anni dall’annullamento del progetto dei box sotterranei, è davvero messa male.

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Piazzale Lavater vista da Via Ramazzini

Come tutti gli abitanti della zona sapranno, la Piazza è stata a lungo oggetto di dibattito da parte dell’opinione pubblica a causa del progetto box. Il progetto di box sotterranei nasce ai tempi della giunta di Gabriele Albertini, quando Lavater entrò nella lunga lista del piano urbano parcheggi.

Molto brevemente: Nel 2005 l’ex sindaco Albertini approvò la costruzione di box sotterranei che da una parte avrebbero immobilizzato l’intera zona per qualche anno ma dall’altra avrebbero, molto probabilmente, risolto il problema dei parcheggi. Il progetto presentava delle difficoltà sia per l’aspetto architettonico logistico sia per la sicurezza degli edifici limitrofi. Piazzale Lavater fu “salvata” nell’ottobre 2011 quando il sindaco Giuliano Pisapia, tenendo fede ad una promessa fatta in campagna elettorale, decise di abbandonare il progetto box sotterranei. (per una dettagliata descrizione degli avvenimenti: Difendiamo Piazzale Lavater, la Storia)

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Piazzale Lavater vista con Google Earth

I box dunque non si sono fatti, ma Piazzale Lavater oggi è in pieno stato di degrado. E lo dico con rammarico. Il progetto box fu bloccato anche perché la Direzione Generale per i Beni Culturali della Regione Lombardia aveva dichiarato che “Le emergenze architettoniche e paesaggistiche sopra delineate evidenziano notevoli elementi di interesse culturale che rendono la realizzazione di un parcheggio interrato in Piazza Lavater inopportuna, in quanto lesiva dei valori paesaggistici individuati“. Non riesco quindi a capire come sia possibile che l’attuale stato della piazza, indecente, venga tollerato.

Infatti la stessa presenta delle obbrobriosità non solo a livello di decoro urbano (pali divelti, verde incurato, zone pedonalizzate a metà, parcheggi assolutamente fuori controllo, etc…) ma anche in termini di sicurezza (incrocio via Omboni e via Cadamosto o la svolta a sinistra in via Ramazzini).

In particolare:

  • L’incrocio Omboni-Lavater-Cadamosto  (esattamente davanti al giornalaio) è del tutto senza senso logico. Non solo è pericolosissimo per i veicoli che, arrivando da via Morgagni, vogliono immettersi in via Cadamosto, ma anche per i veicoli che arrivando da via Cadamosto, devono rallentare, seppur forti del diritto di precedenza, per evitare di schiantarsi con quelli che arrivano da via Omboni. Il tutto ovviamente è condito dagli inutili e orripilanti binari morti, che rendono l’incrocio a ciclisti e motociclisti ancor più pericoloso.

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  • L’area sparti traffico davanti al noto bar della piazza è un vero e proprio parcheggio abusivo. Le manovre che le macchine fanno per parcheggiare rallentano notevolmente il traffico, già abbastanza congestionato. (da notare anche lo stato di conservazione dell’asfalto di questo incrocio)

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  • L’area pedonale davanti alla scuola elementare di via Stoppani dovrebbe essere pavimentata adeguatamente, come fatto in altre parti della città. Una giusta pedonalizzazione non solo renderebbe più piacevole l’area ma permetterebbe anche uno spazio più sicuro all’uscita dei bambini della scuola. Ad oggi i bambini che escono da scuola corrono e giocano su una superficie di asfalto stradale che procura molti danni in caso di caduta.
  • Tutta la piazza è caratterizzata da pali e cartelli inutili. Addirittura sulle strisce pedonali davanti all’area cani c’è un panettone stradale inerme e insignificante.
  • La pista ciclabile di via Morgagni si immette nella Piazza e muore li (molto spesso c’è una bella macchina parcheggiata proprio alla fine della pista). E’ davvero difficile immaginare come verrà allacciata alla ciclabile di Viale Tunisia dato lo stato attuale di viabilità della piazza.
  • La pavimentazione stradale è ai limiti del presentabile, sopratutto in prossimità dei binari morti e dell’incrocio con via Ramazzini (vedi foto sopra). Segnalo in particolare una vera e propria buca che ogni giorno biciclette e moto devono evitare, cimentandosi in manovre azzardate e improvvise, all’inizio di via Cadamosto arrivando da Viale Regina Giovanna.
  • L’area cani in mezzo alla piazza più che un area ricreativa e verde è un campo di fango seriamente impraticabile. I proprietari dei cani e i cani stessi, preferiscono di gran lunga i giardinetti di via Morgagni.

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Questo breve articolo ha lo scopo di denunciare lo stato raccapricciante della piazza. Il comitato per la difesa della Piazza nel Dicembre 2011 annunciò che “l’Assessore Maran e il Presidente del Comitato Sacristani hanno ricordato che la piazza va migliorata sia per quanto riguarda il verde, sia per gli aspetti logistici (parcheggi, piste ciclabili, ecc.)..”. Ad oggi, Gennaio 2016, l’unica miglioramento apportato è stato il riordino di 2 delle 3 grandi aiuole presenti nella piazza.

Il pittore e critico d’arte Gillo Dorfles, che risiede in piazzale Lavater da più di 20 anni, durante un’intervista rilasciata al Corriere della Sera affermò che piazzale Lavater gli ricordava alcune piazze parigine. Lo stesso affermò poi il celebre violinista Salvatore Accardo sempre al Corriere, “Mi ricorda place Pereire, nel diciassettesimo arrondissement”. E’ mai davvero possibile che una piazza verde e suggestiva come Piazzale Lavater possa venire trascurata come lo è oggi? “Gli elementi di interesse culturale” della piazza vanno valorizzati anche attraverso una riqualificazione generale della stessa, e non lasciati preda all’incuria generale. I palazzi art-deco di piazzale Lavater non possono vivere in un contesto di degrado e di incuria totale. Come i cittadini non hanno voluto permettere che la piazza venisse deturpata da un box sotterraneo, allo stesso modo non possiamo accettare che questa piano piano perda quella magia e atmosfera che da sempre la caratterizza.

| di Sebastiano Totta |

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