In the Heart of the Sea, la leggenda immersa nei ricordi

E’ uscito il nuovo atteso film di Ron Howard.
Il regista americano riesce sempre a trovare storie particolari e a renderle al meglio.

Siamo nella nera e sporca Nantucket, Massachusetts, e un giovane scrittore, Herman Melville, si reca di notte a casa dell’ultimo dei sopravvissuti della Essex, una baleniera misteriosamente naufragata anni prima, le cui sorti sono ancora avvolte nel mistero e nella leggenda.
Melville offre tutto quello che ha per farsi raccontare l’accaduto dall’anziano signore, il cui nome è Thomas Nickerson, che in modo scontroso, lo caccia via.
Dopo le preghiere della moglie dell’ex baleniere, Melville riesce ad ottenere quello che cercava, e inizia il racconto.
Thomas era solo un ragazzo, un giovane mozzo orfano, e pone come pilastri del suo racconto due personalità profondamente distinte, quella del capitano Pollard, rampollo di una grande e ricca famiglia nel commercio dell’olio di balena, alla sua prima esperienza da comandante; e quella di Owen Chase, lupo di mare di origini molto umili, che aspetta da tempo il suo incarico da Capitano, che però viene ogni volta posticipato.
I caratteri dei due uomini,  si scontrano più volte durante il viaggio.
Si allineano soltanto nel momento in cui, in Ecuador, dopo mesi senza aver  preso neanche una  balena, decidono di navigare verso i banchi in mezzo al pacifico (appunto “in the heart of the sea”), lontano dal mondo, per tornare a casa il prima possibile con la stiva piena d’olio.
E così, dopo mesi di viaggio arrivano, ma ad aspettarli vi è lo stesso destino che aveva colpito una baleniera spagnola (il cui misero equipaggio sopravvissuto aveva messo in guardia la Essex già in Ecuador): un capodoglio, bianco e anziano, con molte ferite sul corpo, affonda la nave con violenti colpi.
Da qui inizia il tormento: ciò che resta della ciurma è spartita su tre scialuppe a vela, con pochi viveri e acqua, e la balena continua a seguirli…..

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Ron Howard ci porta sullo schermo un’avventura indimenticabile, con un grande Chris Hemsworth che si trova alla sua seconda esperienza col regista, che sia sintomo di una duratura collaborazione tra i due? Lo speriamo!!

L’autore si stacca dal romanzo, ci racconta una storia diversa, per certi versi parallela se vogliamo, ma più che trattare l’essenza umana nel rincorrere ciò che non si può raggiungere, ce la racconta mediante l’attaccamento all vita: il film è infatti un dramma di sopravvivenza, una storia che ci ricorda come l’uomo non sia altro che polvere, e non lo splendido animale, fatto a immagine e somiglianza di Dio, che tutto può, in qualsiasi circostanza.

Ho però sentito molte lamentele sul forte uso di effetti speciali; in effetti il tocco digitale è molto pesante, ma a mio giudizio dà l’impressione di guardare la Essex come se fosse una nave dentro una bottiglia, modellini di cui è appassionato l’ormai vecchio Thomas Nickerson.
Dunque è un tocco molto azzeccato, che sia immerge lo spettatore nella storia in modo più personale, sia allo stesso modo fa percepire in maniera più “ravvicinata” il racconto visto con gli occhi di Melville, che si aggrappa, oltre che alle parole, agli oggetti che sono nella stanza, appunto modellini dentro una bottiglia.
Infine cos’è poi la bottiglia se non l’unico oggetto a cui un naufrago può fare ricorso?

Ho inoltre trovato ottima la costruzione dei personaggi, dalla redenzione del capitano, che parte odioso e insopportabile, anche in modo troppo marcato, e col tempo migliora, senza mai perdere la testa né la dignità, per arrivare al pragmatismo del primo ufficiale, che riesce, anche in situazioni disperate, a cogliere quale sia la cosa giusta da fare, anche se tragica.

Il film si conclude con Melville che inizia a scrivere il suo romanzo, dalla prima e famosissima frase “Call me Ismael”, e le consuete scritte Hollywood Style che ci raccontano come il libro abbia avuto successo e sia stato determinante per la letteratura americana.

| di Tommaso Frangini |

SATIRO SAGGIO COPERTINA

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Mi hai fatto tornare in mente questa canzone:

    Che ne pensi?

    Piace a 1 persona

    1. satirosaggio ha detto:

      Interessante 😉

      Mi piace

      1. wwayne ha detto:

        Colgo l’occasione per consigliarti anche questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2013/12/09/un-successo-meritato/. Vederlo mi ha reso una persona migliore. Grazie per la risposta! 🙂

        Piace a 1 persona

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